La Collezione Oreste Poli nasce da oltre cinquant’anni di ricerca, studio e passione per l’arte sacra italiana. Costruita da Oreste Poli insieme alla moglie Isola Faini, rappresenta il risultato di un percorso umano e culturale che unisce arte, architettura, spiritualità e memoria.
Architetto, imprenditore e profondo conoscitore della tradizione figurativa toscana, Oreste Poli ha sviluppato fin dalla giovinezza uno sguardo attento alla qualità delle opere, maturato attraverso la frequentazione dei musei, delle chiese e dei luoghi d’arte di Firenze. Questa sensibilità, alimentata anche dalla sua esperienza nel campo dell’architettura e del restauro, ha guidato nel tempo la formazione di una raccolta caratterizzata da grande coerenza culturale e spirituale.
La collezione riunisce dipinti e opere d’arte sacra dal Quattrocento al Seicento, con particolare attenzione alla scuola fiorentina e toscana. Le opere, selezionate nel corso dei decenni attraverso studi, aste e ricerche antiquariali, si articolano in un percorso iconografico dedicato ai principali episodi della vita di Cristo, dall’Annunciazione alla Resurrezione.
Più che una semplice raccolta privata, la Collezione Oreste Poli testimonia una concezione dell’arte come strumento di conoscenza, contemplazione e continuità culturale. Ogni opera dialoga con le altre in una narrazione che attraversa secoli di storia dell’arte italiana, mantenendo viva la relazione tra bellezza, fede e memoria.
Grazie alla volontà della Impresa Poli, la collezione è stata donata alla comunità affinché possa essere conservata, studiata e trasmessa alle generazioni future. Oggi il percorso espositivo permanente si sviluppa tra la Basilica di San Lorenzo, la Chiesa dei Santi Apostoli e la Chiesa di Settignano, offrendo ai visitatori un’esperienza che invita a riscoprire il valore di uno sguardo lento, attento e meditativo sull’arte.
La Collezione Oreste Poli è così il lascito di una vita dedicata alla ricerca dell’armonia tra architettura, arte e spiritualità, e rappresenta un importante patrimonio culturale per la città di Firenze.
La Basilica di San Lorenzo rappresenta uno dei luoghi più significativi della storia di Firenze e del Rinascimento. Fondata sulle origini dell’antica chiesa consacrata da Sant’Ambrogio nel 393 d.C., divenne dal Quattrocento il principale centro spirituale e dinastico della famiglia Medici.
Grazie al mecenatismo mediceo, San Lorenzo si trasformò in un laboratorio straordinario dell’arte rinascimentale. Qui operarono alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte, tra cui Filippo Brunelleschi, autore della Sagrestia Vecchia e del progetto della nuova basilica, Donatello, Michelangelo, Andrea del Verrocchio e molti altri maestri che contribuirono a fare del complesso uno dei più importanti monumenti europei.
Nel corso dei secoli la basilica si arricchì di opere d’arte, monumenti funerari e architetture di eccezionale valore, fino alla realizzazione della Cappella dei Principi, grandioso mausoleo destinato a celebrare la grandezza della dinastia medicea. Ancora oggi San Lorenzo conserva questo duplice carattere: luogo di culto e straordinario scrigno di arte, memoria e identità fiorentina.
Sotto la basilica si sviluppa un vasto percorso sotterraneo che custodisce le testimonianze più antiche della sua storia. Gli ambienti ipogei, un tempo destinati alle sepolture e alla conservazione del tesoro della chiesa, stanno oggi diventando il nuovo cuore museale del complesso laurenziano.
Il percorso comprende il Tesoro di San Lorenzo, il Salone di Donatello, la cripta di Cosimo il Vecchio e gli ampi spazi che si estendono sotto le navate della basilica. Qui trovano sede importanti collezioni d’arte e oggetti liturgici, tra cui la Donazione Oreste Poli e la Collezione Barocchi.
Questo grande progetto museale è destinato ad ampliarsi ulteriormente con l’esposizione di opere appartenenti al patrimonio della basilica e con la valorizzazione degli storici reliquiari medicei. I sotterranei assumono così una nuova funzione: da luogo della memoria privata a spazio aperto alla conoscenza, alla ricerca e alla condivisione del patrimonio artistico e spirituale di Firenze.
Grazie al mecenatismo mediceo, San Lorenzo si trasformò in un laboratorio straordinario dell’arte rinascimentale. Qui operarono alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte, tra cui Filippo Brunelleschi, autore della Sagrestia Vecchia e del progetto della nuova basilica, Donatello, Michelangelo, Andrea del Verrocchio e molti altri maestri che contribuirono a fare del complesso uno dei più importanti monumenti europei.
Nel corso dei secoli la basilica si arricchì di opere d’arte, monumenti funerari e architetture di eccezionale valore, fino alla realizzazione della Cappella dei Principi, grandioso mausoleo destinato a celebrare la grandezza della dinastia medicea. Ancora oggi San Lorenzo conserva questo duplice carattere: luogo di culto e straordinario scrigno di arte, memoria e identità fiorentina.
La Collezione Oreste Poli è concepita come un itinerario espositivo che intreccia narrazione religiosa e storia dell’arte. Il nucleo principale della collezione, allestito nei sotterranei della Basilica di San Lorenzo, è organizzato seguendo la vita di Cristo, trasformando la visita in un percorso spirituale e visivo che conduce il visitatore dall’Incarnazione alla Resurrezione.
L’itinerario si apre con l’Annunciazione di Jacopo Vignali, simbolico inizio della storia della salvezza, e prosegue con gli episodi dell’infanzia di Gesù, tra cui la Natività e l’Adorazione dei Magi. A questa prima sezione si affianca un ricco gruppo di opere devozionali dedicate alla Madonna, alla Sacra Famiglia e ai santi, provenienti da diverse scuole artistiche italiane. Questi dipinti interrompono temporaneamente la sequenza narrativa per approfondire aspetti più intimi e contemplativi della religiosità cristiana.
Successivamente il percorso riprende il racconto evangelico attraverso episodi della vita pubblica di Cristo, come il tema dell’adultera e la Lavanda dei piedi, per entrare poi nel dramma della Passione. Le ultime sale conducono il visitatore verso i momenti più intensi della vicenda cristologica: il Cristo deriso, la Pietà, la Crocifissione, il Compianto sul Cristo morto e l’Effusio sanguinis. Il cammino si conclude con la Resurrezione, che rappresenta il coronamento teologico dell’intero allestimento e restituisce il significato ultimo del sacrificio di Cristo.
Il volume dedicato alla donazione non è soltanto una guida al percorso di San Lorenzo, ma costituisce il catalogo dell’intera raccolta. Oltre alle ventiquattro opere esposte nella basilica, esso comprende infatti anche i nuclei destinati alla Pieve di Santa Maria Assunta a Settignano e alla Chiesa dei Santi Apostoli. Grazie ai numeri progressivi assegnati alle opere, il lettore può seguire sia il percorso iconografico sia l’analisi storico-artistica proposta nel catalogo.
Accanto alla lettura tematica fondata sulla vita di Cristo, il volume propone una seconda chiave interpretativa: quella delle scuole pittoriche. La collezione offre infatti un significativo panorama della pittura sacra italiana tra la fine del Quattrocento e il Seicento.
costituisce uno dei nuclei più ricchi e comprende opere riferibili alle botteghe di Botticelli, Mariotto Albertinelli, Raffaello Botticini e Andrea del Sarto, oltre a importanti testimonianze del tardo Cinquecento e del Seicento fiorentino con il Cigoli e Jacopo Vignali. Queste opere documentano l’evoluzione della pittura locale dal Rinascimento alla cultura controriformata.
La scuola veneta è rappresentata da dipinti riconducibili alla bottega di Giovanni Bellini, alla cerchia di Paolo Veronese e all’ambito dei Bassano. Emergono in particolare la raffinatezza cromatica, il gusto per il paesaggio e la diffusione di modelli devozionali destinati alla committenza privata.
trova espressione in una tavola legata al Giampietrino, tra i più importanti seguaci di Leonardo da Vinci, e in una raffinata placca in porcellana ottocentesca derivata da un celebre modello dello Zoppo da Lugano.
Queste opere testimoniano la fortuna e la lunga diffusione dei modelli leonardeschi e barocchi.
è documentata da una Madonna col Bambino derivata da Francesco Francia e da una significativa rappresentazione dell’Effusio sanguinis riferibile all’ambito di Antonio da Faenza, opere che riflettono il dialogo tra classicismo rinascimentale e devozione religiosa.
La scuola romana comprende invece opere che illustrano l’evoluzione della pittura nella capitale tra tardo Manierismo e Seicento. Accanto alla Lavanda dei piedi di ambito muzianesco compaiono dipinti legati alla cerchia di Antiveduto Gramatica e una derivazione da Carlo Maratta, testimonianze del passaggio dalla cultura controriformata al classicismo barocco.
La raccolta si conclude con alcune opere di attribuzione ancora incerta, riunite sotto la categoria delle “scuole italiane”. Pur non essendo ancora riferibili con sicurezza a uno specifico ambito regionale, esse rappresentano un importante terreno di ricerca e contribuiscono ad arricchire il valore complessivo della collezione.
Nel suo insieme, la Donazione Oreste Poli si presenta dunque come un patrimonio di notevole interesse storico e artistico, capace di coniugare il racconto della vita di Cristo con un’ampia panoramica delle principali scuole pittoriche italiane tra Rinascimento e Barocco, offrendo al visitatore un’esperienza che è al tempo stesso religiosa, culturale e storico-artistica.
Compila il form o contattaci ai nostri recapiti sottostanti.
© 2026 In Questa Luce - Tutti i diritti riservati - Viale Duse, 30b - 50137 Firenze